Mostra di Tex Willer - i fumetti di Tex

Tex Willer la storia e il mito del ranger di Sergio Bonelli Editore

La scorsa settimana sono andata alla mostra di Tex Willer a Milano, dedicata ai 70 anni di Tex e al suo mito.

Da allora un paio di fumetti di Tex girano per casa, sfogliati dalle manine curiose di un bimbo che ancora non padroneggia completamente la lettura ma sillaba le parole con lenta determinazione. Che magia quando un bambino impara a leggere. Osservandolo sai che da quel momento in poi nulla potrà più fermarlo: gli basterà aprire un libro per scoprire il mondo, disarmare i cattivi e mettere all’angolo i prepotenti.

Perché, alla fine, è questo che fa la cultura: ti fa vedere la realtà per quello che è, smaschera gli inganni e ti fa cogliere la vera essenza delle cose.

Ma vi stavo parlando della mostra e dei fumetti di Tex Willer e del perché un cowboy texano mi ha svoltato la serata. 

I fumetti di Tex Willer 70 anni di un mito
I fumetti di Tex Willer 70 anni di un mito

Tex Willer, Sergio Bonelli Editore e il personaggio che non doveva esistere

Per me l’incontro a Milano con Tex è stato un randez vous.

Era da anni che non incontravo “Aquila Nera”. Un po’ perché quando si diventa adulti si tende a mettere da parte certe cose, convinti che la crescita passi anche attraverso il “lasciar andare” l’infanzia – quante cavolate che ci insegnano eh? – e un po’ perché i fumetti di Tex Willer erano per me legati a una figura ben precisa che ha accompagnato la mia crescita: mio zio.

Lui era il super appassionato di Tex. Lui ne collezionava e leggeva. Lui sapeva tutti i dettagli: chi è l’amico di Tex? Chi sono i personaggi del Segreto? Che fine ha fatto la moglie? Cose così. Per questo trovarmi davanti la gigantografia di Tex Willer, eroe senza macchia e senza paura, mi ha fatto pensare a lui.

E pensare a quanto spesso si diano per scontate certe cose, per rendersi conto solo dopo che si è sbagliato tutto.

Ma la mostra di Tex Willer mi ha anche fatto riflettere sull’importanza di avere una capa tosta. Che potrebbe anche tradursi in “quanto serve la capacità di credere nei propri sogni” ma questa frase ormai è fin troppo abusata, mentre la testardaggine rende meglio l’idea.

Perché lo sapete che Tex Willer non sarebbe mai dovuto nascere? E nemmeno la Sergio Bonelli Editore, ovvero la casa editrice che ancora oggi, 70 anni dopo la sua nascita, ne continua a pubblicare i fumetti, diffusi in oltre quaranta paesi del mondo.

Mito di Tex Willer fumetti, libri e albi
Mito di Tex Willer fumetti, libri e albi

La mostra di Tex Willer a Milano

La mostra per i 70 anni di Tex Willer in questo è stata illuminante. Mi ha fatto comprendere una volta di più come non c’è sognatore che non debba, a un certo punto, buttare il cuore oltre l’ostacolo per provare a realizzare il proprio sogno. E che anche dietro alle grandi storie di successo c’è un passato tumultuoso, fatto di un’altalena di gioie e sconfitte.

E, credetemi, per chi come me vive di sogni, perennemente in lotta tra il desiderio di farsi trasportare lontano e il bisogno di stabilità, è un bell’insegnamento. Per una volta tutto italiano, anche se in molti pensano che Tex Willer abbia il passaporto USA.

Invece Gian Luigi Bonelli, il papà di Tex Willer, era un milanese coi fiocchi. Uno di quelli che viveva in una casa di ringhiera, con la passione per la storia del West e l’allergia ai prepotenti. Uno di quelli che il Texas l’aveva a lungo sognato ma non ci era mai stato davvero.

Romanziere prestato ai fumetti, prolifico sceneggiatore col cappello amante di Salgari e di Jack London, l’editore di Tex Willer deve essere stato uno di quei sognatori con i fiocchi ma soprattutto un uomo dalla testa molto dura. Uno che quando si è ritrovato d’un tratto col sedere per terra ha deciso di rilevare la casa editrice per cui lavorava – per altro chiedendo di nascosto un prestito alla suocera – portandone avanti il lavoro. Uno che, quando la moglie – nonché suo capo – gli ha chiaramente detto che la sua idea di un cowboy texano con la pistola pronta non avrebbe mai funzionato non si è arreso per niente.

Uno che, nonostante altre cose già funzionassero, ha pensato che non era abbastanza e che un ranger del Texas amico degli indiani avrebbe potuto fare la differenza nell’Italia del Dopo Guerra. Un’Italia che sapeva di doversi rialzare ma aveva ancora troppe ferite da curare.

Bonelli però ci ha creduto, nonostante tutto.

E quello è stato l’inizio, la miccia che si è incendiata piano facendo esplodere la montagna. Da lì è arrivato il resto, con i pupazzi di Tex, i film e il mito. Con un fumetto distribuito in tutto il mondo e con il Tex Willer World, il parco a tema che verrà aperto in provincia di Padova.

Tutto è iniziato da un sogno. E da una testa dura.

“Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?” (cit)

Evento per scoprire Dallas e la mostra di Tex Willer
Evento per scoprire Dallas e la mostra di Tex Willer

Ringrazio Master Consulting per l’invito a scoprire Dallas, il Texas e la storia di Tex Willer, e se vi è piaciuto questo articolo ci trovate su Instagram, Facebook e Youtube!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer