Tunisi - Souk

Tunisi e la prima volta in un souk

Oggi faccio un tuffo nel passato e nei ricordi, con un viaggio a Tunisi di molti anni fa. Adesso molti tremano alla parola “viaggio nei Paesi Arabi“, lo sappiamo.

La Tunisia poi è stata profondamente colpita e ferita da avvenimenti che nessuno si aspettava e che pare incredibile aver visto comparire nei titoli dei TG. Proprio la Tunisia, però, è stata la meta del mio primo viaggio fuori dai confini dell’Europa e lì, su quella spiaggia divenuta tristemente famosa, io ho trascorso una vacanza spensierata e ho conosciuto per la prima volta un paese con una religione diversa dalla mia.

Tunisi - Il mare turchese della Tunisia
Tunisi – Il mare turchese della Tunisia

Ero una ragazza “di paese”, una sognatrice che divorava libri di viaggio e non era mai stata fuori dall’Europa prima di allora. Quel viaggio, prenotato fuori stagione a poco prezzo in una agenzia turistica, era la mia prima volta nel mondo arabo e io non sapevo cosa mi aspettava.
Per me i Paesi Arabi avevano il fascino delle fiabe di “Le mille e una notte“, fatto di profumi e suggestioni che in verità fino a quel momento avevo solo immaginato, era qualcosa di molto lontano e sconosciuto, che avevo sognato tanto e finalmente potevo raggiungere.

Tunisi - Io nel mio primo viaggio all'estero
Tunisi – Io nel mio primo viaggio all’estero

La meta prescelta era stato un hotel sulla costa della Tunisia, una vacanza di mare e di riposo, ma già allora il mare non mi bastava, anche quando era turchino e poco affollato. Così quel giorno mi ero lasciata alle spalle il profilo blu della costa per tuffarmi alla scoperta di Tunisi e del suo souk.

Era la classica escursione organizzata: un grande autobus carico di turisti con la pelle arrossata dal sole che per un giorno si erano svegliati all’alba ed erano stati scarrozzati in giro per il paese. Mi viene da sorridere a ripensarci oggi che sono passati quasi vent’anni da allora. Io ero giovane e, anche se sognavo un giorno di diventare una viaggiatrice vera, in realtà ero solo una studentessa squattrinata che ancora non aveva ben capito il potere della Ryanair. Così fino a quel momento i miei viaggi erano stati in Italia, con qualche puntata oltreconfine, ma solo in Europa.

Tunisi
Tunisi

Immaginatevi quindi come avevo reagito al fermento del souk di Tunisi
Gli odori innanzitutto. Oggi forse li chiamerei profumi, ma in quel momento mi pareva un’invasione dei sensi, perché il souk era fatto di spezie, di merci accatastate e di cibo. Incluse un paio di teste di vitello esposte in vetrina che mi avevano fatta rabbrividire. E poi la confusione, le vie strette e la gente che ti fermava per venderti qualcosa, offrendoti una tazza di tè, i volti, gli sguardi, le vesti lunghe e le ragazze velate.

E in mezzo a tutto questo io, che – ragazzina ingenua e viaggiatrice solo nei sogni – avevo completamente sbagliato l’abbigliamento. Per combattere il caldo tunisino infatti, avevo indossato un paio di shorts da ventenne che non sarebbero stati opportuni nemmeno in centro a Milano, figuriamoci lì, nel cuore di Tunisi: una biondina in pantaloncini corti e infradito che camminava tra tappeti, spezie e carcasse di animali appese fuori dalle macellerie. A ripensarci oggi sorrido, ma, una volta in hotel quella sera, mi ero gettata sul letto, un po’ provata.

Il souk di Tunisi si era rivelato ben diverso da come l’avevo pensato guardando Aladdin al cinema e io, ad essere onesta, non ci avevo trovato quel fascino che mi aspettavo. Il Museo del Bardo, quello sì che mi aveva colpita. Bello, bello proprio come me lo ero immaginata, pieno di storia, di colori, di vita. Un museo dove centellinare le fotografie, proprio lì dove avrei voluto scattare a raffica, e invece non si poteva, perché le pellicole costavano e lo sviluppo pure. E allora guardavo, perché quello era gratis, e provavo a imprimermi nella mente quella magia per raccontarla una volta tornata a casa.

Tunisi - I mosaici romani
Tunisi – I mosaici romani

Quello era stato il mio primo viaggio in Tunisia, uno dei viaggi più rilassanti che io abbia mai fatto – almeno comparati con quelli che sono venuti dopo – fatto di mare, di passeggiate, di pisolini in spiaggia, di colazioni pantagrueliche e di libri letti sotto l’ombrellone, con gli occhiali da sole sul naso. Nei Paesi Arabi ci sono poi tornata altre volte, dopo aver percorso molte altre strade e visto molto altri pezzi di mondo. Crescendo, come persona e come viaggiatrice, ho imparato ad amare i souk e a capirli meglio, a immergermi nel loro fascino confuso e colorato e a coglierne la vivace allegria. Non sono però più tornata a Tunisi, dopo che la Tunisia è cambiata così tanto, dopo che è stata ferita e violata. Chissà com’è oggi. Chissà come sarebbe rivederla. Non lo so, ma io mi porto dentro i miei ricordi e ringrazio quella città che mi ha fatta sentire, almeno per un po’, una viaggiatrice. 

Francesca Taioli

Francesca Taioli

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. #traveller #mum #dreamer