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Twitter ha ancora senso per un travel blogger?

Twitter è morto! Viva Twitter“. Avrei voluto intitolarlo così questo post ma poi ho pensato che forse era il caso di essere … più light! 😉 La frase, provocatoria, è legata al fatto che su Twitter ho letto tutto e il contrario di tutto ma anche al fatto che io stessa ho avuto atteggiamenti opposti verso questo social. Twitter è stato il mio primo (social) amore: il primo canale aperto per il blog, prima ancora di Facebook, quello su cui ho iniziato a sperimentarmi come travel blogger.

Quando ho aperto il mio blog di viaggi infatti non ne sapevo nulla di social networks e compagnia cantante. Tutto quello che so adesso l’ho imparato sul campo in 5 anni di prove ed errori, ovviamente anche grazie ai corsi fatti (e c’è ancora un abisso da colmare!). Così, nel non sapere dove andare e cosa fare, un giorno d’inverno ho aperto un profilo su Twitter con quel buffo nome scelto per il blog. Non avevo una strategia alle spalle, niente studi su cosa “convertisse” davvero o su ciò che le Media Agency ritenevano indispensabile per considerare un blogger appetibile per future collaborazioni. Semplicemente Twitter mi incuriosiva, lo sentivo affine al mio modo di comunicare e credevo che potesse essere coerente con quel nuovo cammino intrapreso come blogger. Su Twitter ho speso un sacco di ore, la sera, quando ancora lì si facevano tante conversazione e c’erano interazioni vere, sorridendo e confrontandomi con altri utenti, ovviamente tra una stellina e l’altra, e altrettante al mattino, con simpatici buongiorno già col caffè in mano, anche perché il piccoletto prima delle 6 di mattina era già sveglio. Quanto mi piaceva cinguettare, pur col terribile limite dei 140 caratteri. Era il mio social preferito e lo è stato per tantissimo tempo.

Poi…

Cosa è successo? Non saprei dirlo. Non c’è stato nessun evento dirompente, nessuna lite furibonda. Semplicemente Twitter ha iniziato a stancarmi, complice il fatto che molte delle persone che seguivo e apprezzavo hanno iniziato a allontanarsi da quella piazza virtuale per spostarsi a chiacchierare in altri luoghi. Così piano piano anche io ho fatto così: ho provato a appassionarmi a Facebook, riconoscendone l’utilità ma senza che scattasse la scintilla, e mi sono follettamente innamorata di Instagram.

Eppure a pensarci bene Twitter ha un sacco di potenzialità e infatti ancora oggi è il social utilizzato ad esempio nei momenti di emergenza. E poi ha il vantaggio, rispetto a Facebook, di dare molto meno spazio alle urla e più ai contenuti. Cosa non banale per me. Insomma, diciamocelo, Twitter mi manca. Così ultimamente ho provato a dedicargli più tempo e maggiore cura vedendo con stupore che in questo modo qualche risultato in più c’è. Perché dal 2012 ad oggi sono cambiate tante cose tra cui io, che ora approccio il mondo dei social con meno spontaneità e più disincanto.

Quindi Twitter è morto davvero o no? E soprattutto… quindi Twitter serve ancora a un travel blogger o se ne può fare tranquillamente a meno?

Ecco, io non ho la risposta. O meglio, ho la mia risposta che non è necessariamente quella giusta. Però vi dico che l’account Twitter non l’ho chiuso e anzi, nel mio personalissimo piano ideale (molto ideale!) di lavoro c’è in programma di dedicare più spazio a questo social per utilizzarlo in una logica di promozione del blog. Perché quando ho provato a farlo ho visto che i risultati, anche se lentamente, arrivano.

Insomma, di questo tema, e del futuro di Twitter, parlano i video di oggi, con un’intervista a Daniele Bergesio, che fa parte del Social Media Team di Lonely Planet Italia. Lui è la voce cinguettante di LP Italia e il suo punto di vista per me è molto interessante, non solo perché io ho una vera e propria addiction per queste guide di viaggio, ma soprattutto perché il profilo Twitter di Lonely Planet è da sempre un mio punto di riferimento, gestito a mio avviso in modo non banale, capace di coinvolgere la community, promuovendo i propri contenuti con uno stile piacevole, mai esagerato né noioso. Insomma, non autoreferenziale, cosa che su Twitter a volte non è facile da ottenere.

Va beh, guardate il video e poi  fate le vostre valutazioni sulla morte, vera o presunta, di Twitter. A me non resta che invitarvi a iscrivervi al nostro canale YouTube. E ovviamente anche a seguirci su Twitter! 😉

Francesca Taioli

Francesca Taioli

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. #traveller #mum #dreamer

  • Warmcheaptrips

    Dopo aver letto, ora mi leggo il video…comunque confermo: a me twitter piace proprio perchè ci trovi meno chiacchiere e più contenuti. La ricerca è molto più agile rispetto agli altri social e permette di trovare le info con poca fatica…inoltre è divertente per fare chiacchiere più rilassate sui temi caldi…evitando tutte quelle brutte ed inutili discussioni piene di insulti che spesso si vedono su facebook…
    C’è chi dice che twitter sia più da intellettuali, forse è vero: in 160 caratteri bisogna rrivare al dunque subito, senza perdersi in schiocchezze e futilità!!

    • Arrivare al dunque subito non è il mio forte (sono una prolissa) però mi piace molto più di FB. E secondo me a noi Travel serve. Ma servirebbero anche le giornate di 48 ore allora sì che si riuscirebbe!