Un viaggio del cuore: l’India

Eccomi qui, oggi è lunedì e questa è la mia prima foto per il “fotoviaggiando del lunedì“.
Le foto per me sono scatole, piene di ricordi e di immagini. Mi basta guardarle per esserne travolta.
E per questo primo “viaggio” ho scelto l’India e quindi ecco qui i miei ricordi e le mie emozioni.
L’India, il viaggio del cuore, il posto dove ho sempre voluto andare e dove vorrei tornare.
Il posto dove, paradossalmente, temo, non tornerò per un bel po’.
Ho iniziato a sognare l’India tra le pagine della Città della Gioia e questo viaggio l’ho desiderato e sognato a lungo prima di poterlo realizzare.
Alla fine l’ho organizzato in agosto, uno dei mesi peggiori per visitare questo paese, periodo di monsoni, di caldo atroce e di un’umidità che credo arrivi al cento per cento.
Durante il mio viaggio in India ho perso cinque chili, ho rischiato di essere ricoverata in ospedale e ho davvero passato alcuni giorni terribili a causa di un brutta infezione intestinale che mi ha perseguitata anche una volta tornata a casa.
Ma senza dubbio in India tornerei e al volo!
Perché l’India mi è entrata nel cuore, o forse era già lì e io sono solo andata a trovarla.

L’India con i suoi contrasti, con le sue bellissime donne dalla pelle ambrata e dai sari colorati e con una povertà così terribile che fa male anche se te l’aspetti.
L’India con i templi pieni di misticismo e le eleganti moschee, il chapati caldo appena uscito dal forno e le bottigliette d’acqua fresca che diventano bollenti tra le tue mani, il profumo intenso delle spezie e l’odore fortissimo in alcune strade.
L’India degli “uomini cavallo”, dei tuc-tuc e di un traffico che non riesci a capire come faccia il taxista alla guida a sapere dove deve andare senza fare incidenti.
L’India degli incantatori di serpenti che abbiamo incontrato davvero, moderni “pifferai magici” detentori di un’arte che sorprende e inquieta chi come me ha il terrore di questi animali, e dei mercati pieni di gente e di merci, con i metal detector all’ingresso.
L’India delle città congestionate e dei piccoli e sperduti villaggi, dove le strade non esistono.
L’India dove ti trovi le mucche che attraversano serene la strada e dove, nella stessa strada, la gente ci dorme, mettendoci i letti di notte.L’India non lascia indifferenti. Non può. Penso che o la si ami o la si odi.
Io l’ho amata, nonostante la miseria e la povertà, nonostante il caldo e la diarrea.
Per me, e so che molti non saranno d’accordo, l’India è anche speranza.
La speranza di un popolo giovane, fatto di ragazzi che studiano e corrono incontro al futuro.
E spero che nel mio, di futuro, l’India ritorni presto.

“Tutto ciò che non viene donato va perduto”
(D.Lapierre, La città della gioia)

Questo post partecipa alla mia iniziativa “ Il foto-viaggiando del lunedì“, ovvero un modo per viaggiare ed emozionarsi tra i ricordi.
Se volete condividere un pezzo del vostro cammino e viaggiare un po’ insieme indicatemi il link al vostro post del lunedì oppure scrivetemi una mail e vi ospiterò qui.
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer