Un weekend nelle Valli Piacentine, tra storia e gastronomia

L’articolo di oggi è scritto da Gianluca, fotografo e blogger, che ci propone un itinerario enogastronomico tra le Valli Piacentine, una zona che noi non abbiamo ancora visitato col nostro bimbo ma che è famosa per la sua cucina e i suoi vini. 

La provincia di Piacenza la una destinazione ideale per un weekend al di fuori dei soliti itinerari. Le Valli Piacentine, in particolare, sono territori splendidi in tutte le stagioni dell’anno. In primavera e in estate diventano un’esplosione di verdi foglie e fiori colorati; in autunno si trasformano in un tripudio di calde sfumature, che passano dal rosso all’arancione e al giallo; in inverno appaiono luoghi quasi fuori dal tempo, assopiti ai piedi di monti innevati. Questi luoghi sono intrisi di storie e leggende, e sono costellati di chiese, castelli ed altri edifici storici pronti ad accendere l’interesse e la fantasia. La cucina locale propone prelibate specialità gastronomiche e vini deliziosi, rinomati già al tempo dei Romani. Proseguendo verso ovest il Piacentino si stempera nell’Oltrepò Pavese, una zona dove il confine tra Emilia e Lombardia è impalpabile e le tradizioni delle due regioni si mescolano dolcemente assieme. Insomma, questo territorio offre sicuramente tanti spunti interessanti per chi vuole trascorre una vacanza fuori porta. Vediamo ora qualche idea per programmare un breve viaggio della durata di due giorni.

Villaggio Neolitico di Travo – Valli Piacentine credits: Gian
Val Tidone – Credits: Gian
Valli Piacentine: Rocca Olgisio – credits: Gian

Cominciamo la prima giornata del weekend dalla Val Trebbia: percorrendo la statale 45 da fuori Piacenza verso sud-ovest si possono toccare luoghi davvero molto interessanti. La prima tappa del nostro itinerario alla scoperta delle Valli Piacentine è Travo, un delizioso paese sulle rive del fiume Trebbia. Qui troviamo il Villaggio Neolitico di S. Andrea, ricostruzione di un antichissimo insediamento umano. Il Villaggio Neolitico è aperto nei fine settimana, e propone diversi tour guidati durante la giornata. La visita può proseguire nel centro di Travo, dove nel medievale Castello Anguissola è ospitato il locale Museo Archeologico. Se volete, il tragitto tra il Villaggio Neolitico e il paese può essere effettuato a piedi percorrendo la Passeggiata della Dea Minerva, pittoresco sentiero che costeggia le rive fluviali, il cui nome deriva dal fatto che in questa zona sorgeva un tempio Romano dedicato appunto a Minerva.

A poca distanza da Travo si trova un luogo avvolto da un’atmosfera davvero particolare: stiamo parlando di Bobbio, bellissimo paese dove nel Medioevo giunse San Colombano, un monaco proveniente dall’Irlanda. Questo religioso, il cui culto è molto importante nel Piacentino, diede vita a un monastero che ancora oggi è un frequentato luogo di pellegrinaggio: imperdibile è la visita alla cripta della Basilica, dove si trovano incredibili mosaici con figure di animali immaginari e dove ancora oggi i ricercatori fanno nuovi ritrovamenti.

Dopo aver fatto una passeggiata nel centro di Bobbio e avere curiosato in una delle sue tante botteghe storiche (entrate in una salumeria e chiedete un assaggio di bractòn, la spalla cotta tipica di Bobbio: ve ne innamorerete perdutamente), ora dirigetevi verso il Ponte Vecchio, soprannominato affettuosamente Ponte Gobbo. Questa antica e strana costruzione che scavalca il Trebbia, tutta sghemba e asimmetrica, è una delle attrazioni più celebri della provincia di Piacenza. Se attraversate il ponte, vi girate e guardate verso il paese vi si presenterà un panorama davvero spettacolare, che sembra uscito da un quadro, o anche da una scena de “Il Trono di Spade” oppure de “Il Signore degli Anelli”.

Conoscendo la leggenda della sua nascita, il Ponte Gobbo vi apparirà ancora più incantato. Si racconta che San Colombano chiese al Diavolo di costruire il ponte, promettendogli in cambio l’anima di chi lo avesse attraversato per primo. Il Diavolo, che pensava di poter catturare l’anima di una persona, accettò ed eresse il ponte in una sola notte: ma, una volta terminata la sua costruzione, il primo essere che lo attraversò fu un cane. Il Diavolo allora si arrabbiò moltissimo e sferrò un calcio al ponte, facendolo diventare storto come lo vediamo oggi. Un’altra versione vuole invece che il Diavolo si sia fatto aiutare da altri demoni, che vennero incaricati di sostenere le arcate durante la costruzione: ma siccome i demoni erano tutti d’altezza diversa il ponte, di conseguenza, risultò completamente asimmetrico.

Salumi delle Valli Piacentine – credits: Gian
Tour delle Valli Piacentine: Val Tidone – credits: Gian
Valli Piacentine: Travo – credits: Gian

Esplorare territori interessanti e divertirsi, si sa, fa venire fame. La cucina della provincia di Piacenza è rinomata quanto la sua ospitalità: durante il vostro soggiorno non faticherete di certo a trovare accoglienti ristoranti, trattorie e agriturismi tra le Valli Piacentine e l’Oltrepò Pavese. Lì potrete assaggiare le specialità locali preparate alla maniera casalinga. Il gusto tradizionale dei tortelli con la coda (ripieni di ricotta e spinaci, poi richiusi con un disegno a intreccio e una codina), dei pisarèi e fasó (gnocchetti conditi con un sugo di fagioli), dei saporitissimi salumi piacentini accompagnati da chisulèin (gnocco fritto), di un ricco arrosto misto alla Farnese (preparato con fette di carne avvolte tra loro) e del buslàn (la classica ciambella, ottimo dolce per concludere il pasto) soddisferà ogni palato. Per accompagnare degnamente il pasto si raccomanda di provare i deliziosi vini locali: Ortrugo, Gutturnio, Malvasia, Trebbianino, Bonarda e Barbera.

Se il primo giorno di viaggio ci ha visti in Val Trebbia, il secondo ci porta a esplorare la Val Tidone. L’itinerario parte dalla Rocca d’Olgisio, la più antica fortezza presente sul territorio piacentino: ci sono documenti che ne attestano l’esistenza già dall’anno 1000, anche se la sua fondazione è probabilmente molto precedente. La strada che si imbocca per raggiungerla sembra voler trasportare ogni viaggiatore, piccolo o grande che sia, in un mondo incantato che si trova alla fine di un bosco magico. La Rocca d’Olgisio è aperta solo al sabato e alla domenica da marzo a ottobre, e per visitarla è necessario partecipare a una visita guidata.

Percorrere in auto la Val Tidone è davvero molto piacevole, e non solo per lo splendido scenario naturale che la incornicia. Scendendo dalla Rocca d’Olgisio e puntanto verso Piacenza ci si imbatte nella cosiddetta Strada dei Mulini. La statale 412R che costeggia il fiume Tidone è infatti disseminata di vecchi mulini, molti dei quali risalgono al XV secolo (e qualcuno anche a molto prima). Diversi di questi circa 50 edifici storici sono diventati abitazioni private, alcuni altri sono stati trasformati in ristoranti o agriturismi ma, in ogni caso, sono tutti speciali e meritevoli di essere visti. Uno di questi mulini, quello del Lentino, è diventato un museo visitabile su appuntamento.

Prima di tornare a casa fate una deviazione verso Ziano Piacentino, il comune con la più alta densità di vigneti di tutta l’Italia. Una passeggiata tra queste spettacolari colline patria del Gutturnio e dell’Ortrugo, specie se fatta alla luce dorata del tramonto, sarà una cosa davvero indimenticabile: l’esperienza giusta per concludere un bellissimo weekend.

 

*post in collaborazione

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer