Doctor Who Experience

Una famiglia a “casa del Dottore”: la DOCTOR WHO EXPERIENCE

Il guest post di oggi è di Carlo, antiviaggiatore per definizione, che anche questa volta si è fatto convincere dal figlio adolescente Lorenzo a partire per un viaggio un po’ particolare. Questa volta però i due hanno convinto anche la mamme-moglie Giuliana a seguirli e ne è uscito un racconto a tre mani che mostra quanto può essere diverso lo sguardo dei membri di una famiglia durante lo stesso viaggio!

Qualche indizio? Lo conoscete il Doctor Who? 😉 … e la Doctor Who Experience?

Lorenzo è stato promosso con ottimi voti, e così abbiamo deciso di regalargli e di regalarci una gita a Cardiff, in Galles, in modo da includere una visita agli studi televisivi della BBC Wales dove producono e girano la sua serie televisiva preferita, Doctor Who.
Lui non poteva desiderare di meglio: noi… beh, diciamo che per noi non è stato poi tutto questo gran sacrificio! 😉

Di seguito trovate le nostre impressioni, autonomamente descritte da ognuno di noi tre e riportate senza intervento alcuno, con la sola semplice aggiunta di qualche foto e di un video per generare atmosfera. Voi dateci un’occhiata, mettetele un po’ a confronto e… non lo so se alla fine avrete ben capito chi è e cosa fa il Dottore se non lo conoscete già; di sicuro però vi sarete fatta una accettabile idea di come la nostra famiglia ragiona e si muove in viaggio!

Carlo
Carlo

La Doctor Who Experience a Cardiff per Carlo

La mia passione/ossessione per Doctor Who risale al lontano febbraio 1980, quando lo scoprii per caso nella programmazione serale della RAI, che all’epoca ospitava varie serie televisive per ragazzi, tra cui i miei coetanei ricorderanno ad esempio Happy Days e Furia Cavallo del West.

Dei pochi strampalati episodi di Doctor Who andati in onda all’epoca mi aveva molto colpito la capacità geniale di materializzare più o meno nel salotto di casa tutta una ridda di improbabili, comiche e surreali invasioni aliene, in un plot che superava brillantemente i vincoli di basso budget e la scrittura frettolosa con l’ironia tutta britannica e la voglia di giocare con le situazioni, prendendosi elegantemente in giro. Tutto questo io a diciassette anni mica lo capivo bene come adesso, però diamine, ridevo lo stesso, o quanto meno restavo gradevolmente perplesso. E poi, la sigla! Quello era un Theremin, o forse un Moog effetto Theremin, per quanto potessi saperne: qualunque cosa fosse, restava un’icona dell’attualità musicale!

Qualche mese dopo, nel corso del mio primissimo soggiorno estivo in Gran Bretagna, volli comunque guardare, nonostante i miei prevedibili enormi problemi linguistici, qualche ulteriore episodio insieme con la burbera famiglia che mi ospitava, il cui comune interesse per quel bislacco scienziato dal cappellaccio floscio e l’assurda sciarpa a lombrico me la fece apparire un pochino meno fredda nei miei riguardi. Poi, il silenzio del dimenticatoio per vent’anni, fino a quando, nel 2000 una videocassetta scovata in fondo al Forbidden Planet Comics Store di Londra mi “regala” un’invasione di mummie egizie… Sempre girata nel salotto di casa, intendiamoci.

Intanto cresce mio figlio, gliene parlo per caso e lui come suo solito mi recupera tutto il quadro completo della situazione: la serie è proseguita prima dal 1963 al 1989 e poi dal 2005 ad oggi, per ventisette anni totali ed una mole impressionante di episodi e il Dottore, alias un Signore del Tempo, è passato attraverso ben undici distinte “rigenerazioni” (per la fine del prossimo agosto è già annunciata la dodicesima) che hanno permesso ai suoi scaltri autori di fargli superare tutti questi decenni nell’impersonificazione da parte di diversi interpreti, un po’ come accade nelle telenovelas sudamericane, per capirci.

Quello con la sciarpa a lombrico che avevo conosciuto io da ragazzo era quindi il Quarto Dottore, cioè l’attore Tom Baker; e oggi la serie, che con la ripresa del 2005 ha ovviamente aggiornato di molto stile e contenuti, è tornata a pieno titolo ad essere un cult giovanile, specialmente grazie allo strafighissimo ultimo Undicesimo Dottore (il giovane attore Matt Smith), il cui fascino delizia comprensibilmente anche le ragazzine.

Ma il passato e la sua eredità restano pur sempre dietro l’angolo… l’anno scorso con Lorenzo a Londra, un anziano commesso di libreria ci aveva raccontato di aver visto da ragazzino in tv il primissimo episodio del novembre 1963 (che è poi il mio anno di nascita, pensate un po’!) e adesso lì a Cardiff Bay, nella grande mostra interattiva adiacente gli studi di BBC Wales dove hanno trasferito la produzione dai vecchi Pinewood Studios e grazie a una dritta della mitica Giovy Malfiori ho avuto modo di sperimentare come il TARDIS – la macchina del tempo del Dottore, una vecchia cabina telefonica di Scotland Yard che resta sempre impossibilmente più grande all’interno che all’esterno – utilizzi ancora come consolle di programmazione e comando una bella macchina da scrivere vintage e che egli antiquati rubinetti (di quelli tipici inglesi a forma di fiore, assurdamente ancora senza miscelatore!) fungano da regolatori di velocità e pressurizzazione (almeno credo, resta sempre una strana faccenda, questa della tecnologia anni sessanta!).

Anche la sigla è piacevolmente rimasta la stessa, con l’aggiunta di un suggestivo arrangiamento orchestrale che la attualizza e la fa ancora più magniloquente e drammatica, e i temibili Dalek conservano tuttora il loro inquietante, inconfondibile aspetto, caratterizzato da una sezione di una antiquata griglia di radiatore di automobile (faccia), uno sturalavandini a ventosa (braccio destro) e una frusta di frullatore elettrico (braccio sinistro). Cultura del riciclo ante litteram? O forse più semplicemente trash tv?

Fatto sta che, quando ti portano in quella sala buia dove incominciano a risuonare le loro voci metalliche (un ingenuo filtro vocale basato su di un modulatore di frequenza ad anello, altra diavoleria della protoelettronica allegramente confermata) un pochino di paura riescono a mettertela ancora… “YOU – ARE – PRISONER – OF – THE – DALEKS – EX-TERRMINATE – ALL – HUMANS – EX-TERRRRMINATE – EX-TERRRRMINATE – EX-TERRRRMINATE – EX-TERRRRMINATE…

Giuliana
Giuliana

La Doctor Who Experience di Cardiff per Giuliana

Nonostante siamo in vacanza, inesorabile, alle 7.00 suona la sveglia. E’ il gran giorno!
Grazie a nostro figlio Lorenzo siamo riusciti ad organizzare la nostra vacanza in Galles, nella ridente cittadina di Cardiff. Perché Cardiff, tacendo del meraviglioso castello, del muro con gli animali scolpiti, del parco Bute, del piccolo ma graziosissimo centro storico, dei numerosi pub e del gigantesco stadio, è l’unica città al mondo dove è possibile vivere la sensazionale, unica, imperdibile DOCTOR WHO EXPERIENCE.

La colazione e le successive abluzioni mattutine sono veloci. Alle 10.00 siamo già fuori dall’hotel alla ricerca del taxi che ci porterà a Cardiff Bay. L’emozione è palpabile. Per padre e figlio sta per avverarsi un sogno.
Il Dottor Who, nel passato così come nel presente, ha affascinato e continua ad affascinare generazioni di adolescenti che lo seguono nelle avventure che questo simpatico scienziato vive con mostri, angeli di pietra etc etc viaggiando nel tempo con il TARDIS in compagnia di una bella signorina che come lui vuole vivere questa vita improbabile.

Nel corso degli anni l’immagine del Dottore è cambiata: da maturo signore ben vestito di cappotto, gilet e sciarpa, oggi si è trasformato in un allampanato, alto e magro giovanotto, munito di papillon e dell’inseparabile giravite. E qui voi direte: ma come, uno scienziato con il giravite? Sì, è proprio un giravite, ma non di quelli normali che usiamo noi, il suo è un giravite… “sonico”…

Ma ormai ci siamo. Anche il tempo, meteorologicamente parlando, sancisce la solennità del momento: nell’azzurro cielo del Galles il sole splende riflettendosi nel blu della baia. Entriamo. E’ l’unico posto in Galles dove l’aria condizionata non c’è: bastano due ventilatori, tanto i fans il caldo non lo sentono, presi come sono dall’emozione.
Finalmente alle 11.00 ha inizio il tour: ci accompagna una bella ragazza bionda che non nasconde una certa sorpresa nel saperci italiani, convinta probabilmente che l’ammirazione per Doctor Who possa essere solo britannica. Che ingenua.

Da scettica e ironica, mi faccio prendere la mano. L’entusiasmo di Carlo e Lorenzo mi ha contagiata e mi ritrovo a giocare con loro – più di loro – tra le manopole, le leve e i pulsanti del TARDIS, circondata dai Dalek, dei buffi barilotti alieni acerrimi nemici del Dottore, certa che solo Lui, il Dottore, potrà portarci in salvo.

E la salvezza la raggiungiamo quando, dopo aver visitato (e visitato e visitato e visitato…) il museo – siamo stati capaci di girare nella sala circolare piena zeppa dei costumi del Dottore e dei relativi annessi per almeno cinque volte- finalmente entriamo nel gift shop. E qui ci scateniamo. Pensavo che solo Carlo e Lorenzo fossero appassionati del Dottore. Sbagliavo. Me lo conferma il numero dei gadget acquistati per gli amici e le amiche di mio figlio, direttamente proporzionale alle emozioni provate. E poi la scelta del giravite sonico, non so quale versione di quale serie, che Lorenzo desidera, ci fa restare ancora a lungo in negozio. Ce ne sono decine. Ma quello che ha preso Lorenzo è il più bello di tutti: oltre ad una luce verde, emette un basso ronzio che, se sei distratta, pensi sia entrato un insetto gigante in casa.

Carlo invece va sul classico: vuoi per l’età, vuoi per lo stile, la scelta cade su un gilet di calda lana merinos sul celeste e rosso, con il motivo decorativo ricorrente di tanti tanti punti di domanda. E a questo punto allora una domanda ce l’avrei anch’io: ma quando e con che cosa potrà mai indossarlo?

 

Lorenzo
Lorenzo

La Doctor Who Experice di Cardiff per Lorenzo

12 giugno 2014, l’inizio di un viaggio, non nello spazio e nel tempo, ma quasi. Ad essere onesti nello spazio avevo già viaggiato, infatti mi trovavo a Cardiff con la mia famiglia (e a ben pensarci avevo viaggiato anche nel tempo se consideriamo l’ora di fuso orario) per visitare la DOCTOR WHO EXPERIENCE, vale a dire appunto un viaggio all’interno della più longeva serie tv di fantascienza mai realizzata: Doctor Who.

Arrivati davanti alla struttura che ospita questa attrazione, si rimane colpiti dalla sua imponenza. Appena entrati c’è la biglietteria, da lì parte il main tour della experience.

Nell’attesa, è possibile visitare il negozio o un’altra ala della struttura dove sono presenti riproduzioni degli oggetti di scena e quando viene l’ora del tour una gentile signorina prima accoglie i visitatori e poi li guida nei meandri dell’edificio, portandoli a vedere un filmato composto da spezzoni della quinta e sesta stagione della nuova serie di Doctor Who. Dopo di che lo schermo si apre a mò di frattura spaziotemporale, e da lì parte il vero fulcro della DOCTOR WHO EXPERIENCE: un percorso interattivo, quasi un videogioco. Un nuovo filmato con protagonista Matt Smith accompagna gli ospiti per tutto il tragitto: in sintesi, il Dottore racconta di essere stato intrappolato nella Seconda Pandorica e chiede agli umani di aiutarlo ad uscirne. Ma niente paura, il tutto consiste nel tirare qualche leva e correre alla svelta di qua e di là fino a giungere di fronte ad un ultimo, spettacolare filmato in 3D.

Sebbene la storia non sia nulla di eccezionale, man mano che si va avanti ci si sente comunque parte di essa. Dopo il tour, si possono liberamente ammirare le riproduzioni dei gadget presenti nella serie tv, i costumi dei vari Dottori, nonché statue e manichini rappresentanti i suoi numerosi nemici. Ci si può far fotografare davanti ad un green screen abbigliati con alcuni dei costumi di scena e impugnando qualcuno dei cacciavite sonici utilizzati nella serie. C’è anche un video della coreografa del set, che insegna a muoversi e a marciare come i Cybermen e come gli Spaventapasseri (apparsi negli episodi “Human nature” e “Family of blood” della terza stagione della nuova serie). Non solo: si può comprare un penny della DOCTOR WHO EXPERIENCE al prezzo di una sterlina e un penny, e ascoltare tutti i vari effetti sonori.

Dopo tutto questo si può visitare il negozio, che vende praticamente ogni gadget ispirato al Dottor Who, dalle magliette alle matite ai magneti ai poster, passando per i costumi di carnevale, e ovviamente i dvd ed i blu-ray.

Consiglio a tutti i fans e non di questa fantastica serie di visitare la DOCTOR WHO EXPERIENCE, è una “esperienza” divertente e coinvolgente. Se dovessi proprio trovarle dei difetti sarebbero: l’eccessivo “MattSmithcentrismo” (non è grave, ma essendo David Tennant il mio Dottore preferito avrei gradito poter vedere qualcosa in più su di lui) e i prezzi esageratamente alti dei dvd e dei blu-ray.

link video:

 

Carlo Crescitelli

Carlo Crescitelli

Carlo ama scoprire itinerari insoliti e mete particolari, da solo o in compagnia della sua famiglia. Quando non viaggia scrive, del mondo o della sua Irpinia. Cinguetta come @antiviaggiatore