Tegolino Mulino Bianco

Una merenda in Russia: non ci sono piu’ i tegolini di una volta

La mia merenda preferita da bambina erano i tegolini: piccole brioche quadrate farcite con crema di cacao, con una base di fondente e strisce di cioccolato sulla sommità.
Impossibile non conoscerli per chi e’ cresciuto come me durante gli anni Ottanta: erano la merenda per eccellenza, quella che non vedevi l’ora di scartare.
Ma estrarre queste merendine dalla loro confezione per me non era che l’inizio, perché mangiarle un rito, fatto di tanti piccoli passaggi che rendevano quel momento davvero speciale.
Per prima cosa infatti bisognava staccare tutto il cioccolato dalla sommità, poi ci si poteva dedicare alla base, staccando la copertura e mettendola da parte, a quel punto si poteva finalmente mangiare il pan di spagna, e, solo una volta terminato anche questo passaggio, si arrivava ai pezzi della base di cioccolato, che, tenuti da parte fino a quel momento, venivano fatti sciogliere in bocca piano piano.

La mia mamma, donna pratica, mal sopportava di vedermi torturare – come diceva lei – quelle povere merendine e ogni volta cercava di incitarmi a far presto, mangiando la merendina intera cosi’ come era stata pensata dai pasticceri suoi inventori. Io pero’ non volevo sentire ragioni: avevo i miei rituali da rispettare!

Cosi’ il rito del tegolino aveva continuato a compiersi, inalterato, durante tutta la mia infanzia.
Poi era arrivata l’adolescenza, con il terrore dei chili di troppo, e le merendine erano state allontanate dalla mia dieta. Anni dopo avevo fatto pace col mio corpo ma i “riti della merenda” a quel punto erano scomparsi e con essi quei piccoli quadrati dolci.
Fino a qualche anno fa, quando, ormai adulta, mi era capitato di rivedere i miei amati tegolini sullo scaffale di un supermercato in Russia.
Bellissimi, cioccolatosi, identici in tutto e per tutto a quelli dei miei ricordi, fatto salvo per la scritta in cirillico sulla scatola.
D’impulso e li avevo acquistati, nonostante il prezzo spropositatamente alto, del tutto giustificato in verità visto che si trattava di un prodotto italiano di importazione.
Una volta pagato il mio piccolo tesoro, già pregustando il piacere che avrei provato da li’ a poco, mi ero quindi avviata verso il mio alloggio, per consumare in tutta tranquillità il prezioso bottino
Aprendo la magica confezione con l’intenzione di ripetere gli stessi gesti fatti innumerevoli volte da bambina, avevo pero’ trovato un’amara sorpresa: anche il tegolino, proprio come me, era cambiato con il trascorrere degli anni!
L’avevo esaminato costernata, con la stessa attenzione con cui uno scienziato analizzerebbe il risultato di un esperimento: la sua forma non era più quadrata bensì rettangolare, la copertura di cioccolato era più sottile e perfino il gusto, mi pareva diverso.
Il mio dolcissimo ricordo di infanzia si era frantumato, a migliaia di chilometri da casa e a decenni di distanza dalle mie merende da bambina.
“Non ci sono più i tegolini di una volta!” avevo a quel punto esclamato con tono sconsolato rivolta al mio compagno di viaggio che, senza conoscere i miei ricordi, mi guardava perplesso, chiedendosi perché non la facessi finita di torturare quel dolcetto e non me lo mangiassi.
Lui, uomo pragmatico quanto mia madre, forse aveva ragione ma la mia merenda preferita non era più la stessa e questa era una verità innegabile anche se difficile da accettare.
Era andata a finire che quei tegolini me li ero mangiati lo stesso, ma senza la gioia di quand’ero bambina e al ritorno in patria non avevo più osato acquistarli per verificare eventuali differenze, temendo una nuova delusione.
Perché si sa che certe cose hanno la dolcezza propria dei ricordi e per me i tegolini sarebbero per sempre dovuti rimanere “quelli di una volta”…
Post scriptum
Ovviamente il post non e’ sponsorizzato ma…non potevo non usare quell’immagine!;)
Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer