Prima vacanza con un neonato: sogno o follia?

Dove andare in vacanza con un neonato? La risposta vera – mettendo da parte le paranoie e i sensi di colpa da mamma viaggiatrice – è praticamente ovunque“. Sull’ovunque è fondato questo blog, con consigli pratici e idee per partire con i bambini. Su quel praticamente invece si potrebbe aprire un capitolo di un libro, anzi, un’enciclopedia!

Un volume pesantissimo di quelli che non stampano più. Un librone fatto di consigli (di solito indesiderati), ammonizioni (altrettanto indesiderate!), raccomandazioni (idem) e – diciamolo – ansie indotte che le neomamme che amano viaggiare spesso si vedono “recapitare” quando dicono di voler andare in vacanza con un neonato di pochi mesi.

Come se voler andare in vacanza con un neonato fosse una follia.

Vacanza con un neonato: sogno o follia?

Quando per la prima volta abbiamo volato con nostro figlio lui aveva 5 mesi ed è stato in occasione della nostra prima vacanza fuori dall’Italia. Prima di quella partenza avevamo già viaggiato con il nostro bimbo ma quello era il primo viaggio con un neonato all’estero che ci avrebbe portato, per altro, in un paese non così “consueto”: l’Ungheria.

Quella vacanza con un neonato a Budapest l’avevamo sognata a lungo. Eppure prima ancora di decollare avevamo dovuto affrontare parecchie critiche. Critiche che io non avevo “presto bene” ma per farvi capire la ragione devo fare una premessa.

I viaggi sono stati da sempre cemento della nostra unione, come coppia abbiamo fatto del viaggiare – e pianificare e sognare nuovi viaggi – un pezzettino del nostro essere “noi due”. Magari per qualcuno è la casa, per qualcuno è altro, per noi erano i viaggi. In viaggio eravamo noi e i viaggi erano i nostri “progetti” più belli, quelli a cui dedicare serate e lunghe conversazioni, prima e dopo una partenza.

Se ci penso adesso sorrido.

Eppure era proprio così. Anche per questo durante la gravidanza il pensiero di poter viaggiare con un neonato era per me ricorrente. Magari per qualcuno può apparire stupido eppure io ci pensavo. Quindi insieme alla pancia che cresceva crescevano anche i miei dubbi: avremmo viaggiato ancora “come prima” oppure quella parte del nostro essere noi sarebbe definitivamente scomparsa?

Ci sarebbero stati ancora i nostri viaggi “da genitori”? Si può continiare a viaggiare dopo un figlio? Forse non esattamente i pensieri tipici di chi sta per diventare genitore ma io mi arrovellavo (anche) su questi temi.

Poi c’erano stati, nell’ordine: lo tsunami-parto, il difficile post partum, quella “ciambella” che ha accompagnato i miei spostamenti per oltre un mese dopo l’uscita dall’ospedale e i controlli al nostro bimbo. In un attimo viaggiare era passato in secondo piano, sommerso da una voragine di altri pensieri, di cui molti non esattamente positivi. Per fortuna, pezzo dopo pezzo, avevamo iniziato a rimettere insieme i cocci e dopo l’esito positivo dell’ultimo controllo avevamo piano piano ricominciato a “sentirci noi”.

Così insieme ad una nuova serenità era arrivato anche un biglietto aereo, destinazione Budapest. Ma con quel gradito dono erano giunti (a sorpresa) anche una serie di critiche e allarmismi: “Ma proprio a Budapest in inverno?” “E se succede qualcosa?” “Non è meglio viaggiare con un neonato in Italia?“.

Proprio quest’ultima domanda era quella che mi aveva più “lavorato dentro”. Complice il fatto che a Budapest ci andassimo in pieno inverno, periodo (a detta di tutti) gelido e infausto per un bimbo piccolo. Fatto sta che poco prima della partenza qualche dubbio era venuto anche a me, che avevo iniziato a chiedermi se fosse sicuro organizzare una vacanza con un neonato all’estero per di più con un volo aereo…

[cml_media_alt id='6740']Viaggiare con un bambino - Il parlamento di Budapest[/cml_media_alt]
Viaggiare con un bambino – Il parlamento di Budapest

Si può viaggiare all’esterno con un neonato?

Della mia esterofilia da viaggiatrice ho già confessato in passato. Per molto tempo infatti per me viaggiare è stato sinonimo di prendere un aereo andando il più lontano possibile. Negli ultimi anni mi sono ricreduta – per fortuna eh! – ma in quel momento per me quel biglietto per Budapest era sinonimo di ricominciare a vivere la mia, anzi la nostra, passione.

Immaginatevi un po’ come sono salita su quel volo …

Roba che avrei avuto bisogno – io – di un bel biberon di camomilla o almeno di un ciuccio! 😉 E invece ero attrezzata di tutto punto per affrontare il “baby-travel bang” o un’altra qualsiasi calamità nanica con giochini, tisane, copertine… Pareva dovessi affrontare una maratona di due giorni in aereo, altro che un volo con un neonato per Budapest!

Temevo, nell’ordine: che mio figlio piangesse tutto il volo. Che tutto sarebbe stato diverso (in negativo, ovviamente). E addirittura ero arrivata a farmi un sacco di paranoie sulla pericolosità del nostro (tranquillissimo) viaggio in famiglia.

Invece tutto era andato benissimo. Mi ero ritrovata con un cucciolo d’uomo che mi aveva dormito in braccio beato quasi tutto il tempo e una città che mi aveva incantata, guadagnandosi un posto speciale nel mio cuore.

Per me quel viaggio a Budapest con un bambino è stato l’inizio dei nostri viaggi di famiglia. Da lì non ci siamo più fermati e, un pezzettino alla volta tra prove ed errori, abbiamo costruito il nostro nuovo modo di viaggiare in famiglia. Diverso certo da come eravamo prima, anche perché siamo noi ad essere diversi, ma altrettanto bello. Viaggiare continua ad essere parte di noi, connota il nostro modo di essere, come singoli, come coppia e, ora posso dirlo, come famiglia.

Ci rende felici.

C’è però una differenza rispetto al passato: la felicità non è il viaggio in sé. Bensì il fare ciò che amiamo tutti insieme.

Viaggiare con i neonati è “fare famiglia”?

A ricordarmi questo momento – anzi questo anniversario – è stato, qualche giorno fa, un comunicato riguardante una iniziativa di Meridiana per viaggiare con i bambini. In allegato c’era un video con le reazioni di alcuni bimbi e dei loro genitori alla ricezione di un dono a sorpresa, recapitatogli sul nastro trasportatore, dopo il volo.

Io me lo sono guardata e mi è tornato in mente quel nostro primo volo in tre. Probabilmente se dopo il nostro primo viaggio in aereo in famiglia, con gli ormoni del post partum che facevano i saltimbanchi nella mia testa, mi fosse stata fatta una sorpresa così mi sarei messa a piangere come una scema, senza riuscire a fermarmi col rischio di allagare il nastro trasportatore (e il pacco!)! 😉 Per farvi capire vi dico che mi sono venuti gli occhi lucidi nel guardarlo pure ora!

Così ho deciso di raccontarvelo. Per me, per noi, viaggiare è una parte importante della nostra vita e del nostro essere famiglia. Per me i nostri viaggi con un neonato prima e un bimbo dopo sono stati – e continuano ad essere – un modo per fare famiglia.

Iniziative come questa mi emozionano e mi ricordano quanto i viaggi sono parte di me, anzi di noi. E mi fanno sentire di aver fatto, pur con le mie paranoie, la scelta giusta a partire per quella vacanza con un neonato all’estero, nonostante il gelo di Budapest! 🙂

5 commenti su “Prima vacanza con un neonato: sogno o follia?”

  1. Emozioni di mamma e viaggiatrice, eh? Quante ce ne sono in questo post!
    Il nostro primo “vero” viaggio con il ricciolino è stato Edimburgo, in aereo…bellissimo!!

  2. Bellissimo post Francesca, sono contenta siate riusciti a far convivere viaggi e famiglia! Io invece quando ero incinta non me lo immaginavo proprio che sarebbe cambiato tutto così radicalmente..per ora non me la sento ancora di viaggiare col piccolo, sta attraversando una fase un po’ difficile con crisi di pianto non appena è un po’ stanco e difficoltà a dormire in giro..e soprattutto siamo a pezzi noi tra lavoro e casa..ma ci rifaremo non appena crescerà un po’!

    • Grazie carissima per i complimenti! Sai cosa penso? Che per tutto c’è un tempo! A volte c’è bisogno di fermarsi un po’! Noi col Patato avevamo il problema opposto: dormiva più in giro che a casa, per questo viaggiare ci era di aiuto oltre che un piacere! Ma se non dorme fuori e in generale anche a casa è stesso stanco e in lacrime credo sia giusto rispettare i suoi e i vostri tempi! Poi ci sarà modo di rifarvi come dici tu!! 🙂

Lascia un commento