Gli ultimi 100 chilometri del Cammino di Santiago

Vale la pena fare gli ultimi 100 chilometri del Cammino di Santiago?

Quello dello scorso giugno è stato il mio secondo Cammino di Santiago. Un cammino molto diverso dal primo anche (e soprattutto) perché l’ho vissuto insieme a mio figlio di sei anni. La prima volta che ho camminato verso Santiago ho percorso il Cammino Portoghese. Questa seconda volta invece ho scelto di percorrere il Francese, partendo da O’Cebreiro ma percorrendo di fatto gli ultimi 100 chilometri.

Su questa scelta potremmo aprire una riflessione lunghissima che in parte ho fatto e che è tema di discussionei infinite tra i pellegrini. Molti infatti sostengono che non valga la pena fare gli ultimi 100 chilometri del Cammino Francese perché è quello “meno vero”. Alcuni addirittura chiamano i pellegrini che scelgono questo tratto “turigrinos” – ovvero un incrocio tra turisti e pellegrini – e guardano con malcelata impazienza i loro passi lenti e gli zainetti leggeri.

Dopo tutto sin dolor no es camino. Giusto?

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Chiese sul Cammino Francese

Gli ultimi 100 chilometri del Cammino di Santiago

La ragione di chi critica i pellegrini “dell’ultimo miglio” è semplice: il tratto del Cammino da Sarria a Santiago è quello più attrezzato e, proprio grazie a questo, è percorso da persone di ogni età e condizione che utilizzano i vari servizi offerti loro dal “business” del cammino.

Perché il Cammino di Santiago non è più – ormai da anni – solo un percorso di fede ma anche tanto altro. E su di esso si è sviluppato un fiorente business turistico. Questo è un fatto. Era già così anche la prima volta che sono stata a Santiago ma ora lo è ancor di più (o almeno io ho notato questo cambiamento!). I viaggiatori che scelgono di fare questo viaggio particolare sono tantissimi ogni anno e proprio per accoglierli sono nati servizi di correos che trasportano bagagli e attrezzatura, punti per i bikers e ricoveri di ogni tipo, inclusi hotel di lusso.

Se però state pensando per la prima volta di percorrere il Cammino facciamo un po’ di chiarezza: i cammini di Santiago sono sette. Il Cammino Francese è quello più conosciuto e frequentato ed intorno ad esso è nato “il mito” del Cammino. Per questo motivo qui è facile trovare pellegrini di ogni età e condizione. Tanti, tantissimi, pellegrini, tantissimi, “murate” di persone che camminano nella stessa direzione.
Le “leggende” – ovvero i racconti di chi ci è stato in alta stagione – narrano di pellegrini alloggiati nelle scuole su materassi messi per terra e di partenze in piena notte per poter trovare posto nell’albergue alla tappa successiva (quelli pubblici hanno una capienza in base all’ordine di arrivo).

[cml_media_alt id='14490']Gli ultimi 100 chilometri del Cammino Francese[/cml_media_alt]
Gli ultimi chilometri del Cammino Francese – O’Cebreiro

La mia seconda esperienza a Santiago: con un bimbo sul Cammino Francese

Personalmente quando avevo iniziato a pianificare il mio primo Cammino di Santiago, oltre dieci anni fa, mi ero informata e proprio per questo avevo poi scelto il Cammino Portoghese. Meno conosciuto – al tempo – meno frequentato e più adatto alle mie esigenze. Quando però ho scelto di tornare a percorrere il Cammino insieme a mio figlio esattamente per le stesse motivazioni ho scelto il Cammino Francese.

Quindi, starete pensando, è cambiato tutto nel frattempo?

In realtà no. Semplicemente sono cambiate le esigenze e il mio modo di vivere e vedere il Cammino.

Quando sono partita con mio figlio volevo fargli sperimentare l’esperienza del Cammino e viverla con lui. Ma da mamma avevo bene in mente che cosa avrei potuto chiedergli e cosa sarebbe stato “un rischio”.

Partivo con un bimbo per il Cammino Santiago. Sapevo che lui sarebbe stato in grado di camminare. Ma l’avrebbe fatto tutti i giorni? E come avrebbe reagito in caso di pioggia? E se si fosse ammalato? Per questo ho scelto il Cammino che mi avrebbe dato più garanzie: taxi, case rural, autobus e punti di ristoro a breve distanza l’uno dall’altro. Tutto questo – è molto altro – è il Cammino Francese.

È andata a finire che il bimbo ha camminato per 15 chilometri ogni giorno ma per alcuni tratti, abbiamo anche preso i taxi. Ha piovuto ogni giorno e ci siamo spesso fermati per una pausa in bar e chioschi che ci sono apparsi come l’oasi nel deserto (o forse dovrei dire “l’arca di Noè nel diluvio”). Abbiamo alloggiato in Case Rural molto diverse dagli ostelli del mio primo cammino, dove abbiamo fatto una lunga doccia bollente ogni sera e asciugato i nostri vestiti sui caloriferi.

Siamo arrivati a Santiago “sin dolor” ma con la stessa emozione.

[cml_media_alt id='14500']Sul Cammino di Santiago con i bambini[/cml_media_alt]
Sul Cammino di Santiago con i bambini

Gli ultimi 100 chilometri del Cammino Francese con un bambino

Ovvio, nel percorrere gli ultimi 100 chilometri del Francese non abbiamo mai camminato  in solitudine e silenzio (ma con  un bimbo neanche nelle mesetas sarebbe stato possibile!), abbiamo incontrato pellegrini in grupponi numerosi e negozi di souvenir “quando meno te lo aspetti”. Abbiamo visto i taxi sfrecciare verso Santiago, le mochilla – ovvero gli zaini – erano trolley e venivano trasportati da una tappa all’altra. E anche noi abbiamo lasciato parte della nostra attrezzatura.

Questa è stata la nostra esperienza ma torniamo alla domanda iniziale: vale la pena fare gli ultimi 100 chilometri del Cammino Francese verso Santiago?

Per me sì. Esattamente come era valsa la pena di percorre il Portoghese la prima volta, nelle camerate degli albergues e senza bimbo. L’importante è sapere prima cosa si cerca dal Cammino di Santiago.

Perché Santiago di Compostela accoglie tutti i pellegrini, di qualunque età con o senza vesciche. Siamo noi che dobbiamo essere pronti a metterci in cammino. Ognuno cammina per un obiettivo. L’importante è riconoscerlo e poi mettersi in marcia.

Il nostro Cammino Francese: libri e emozioni

Se poi volete saperne di più sul nostro Cammino di Santiago con un bambino e sulle emozioni che ci hanno accompagnati potete leggere il nostro racconto seguendo il link. Se invece volete qualche libro sul Cammino di Santiago per approcciarvi a questo percorso così particolare ve ne consiglio tre che non sono manuali utili ma fanno cogliere l’essenza del Cammino: “Il Cammino di Santiago” di Coelho, un libro che tutti dovrebbero leggere prma di partire; “Un milioneottocentomilapassi” la storia di una mamma e del suo bambino verso Santiago e infine “Destinazione Santiago” un diario di un viaggio iniziato dal dolore, come tanti ne troverete in cammino.

Se invece cercate qualche altra informazione scriveteci un messaggio su Facebook, Instagram o YouTube oppure lasciare un commento a questo post. Buen Camino!

Francesca

Francesca

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. Copy Writer e SMM freelence, amo le parole perché mi fanno viaggiare anche quando sono a casa. #traveller #mum #dreamer