Vedere il deserto negli Emirati Arabi

Oggi i miei ricordi di viaggio tornano a una giornata di caldo bollente e ad un grazie che avrei voluto saper dire più e meglio, nel deserto degli Emirati Arabi…

Ho già raccontato in passato di come gli Emirati Arabi siano stati per me una scoperta, in primis per la sorpresa di incontrare, dietro ai mega hotel, al lusso sfrenato e ai centri commerciali, un cuore pulsante di vita e tradizioni: il deserto (seguite il link per saperne di più).

Non è difficile vedere il deserto e le sue dune negli Emirati: basta noleggiare una macchina e percorrere pochi chilometri uscendo da Dubai o Abu Dhabi in direzione delle oasi. All’inizio però quello che vedi ti appare strano: il deserto è verde.

Il deserto degli Emirati Arabi

Non sto scherzando: con una temperatura di molto superiore ai cinquanta gradi, con un caldo che percepisci insopportabile anche dall’interno dell’abitacolo dell’auto con l’aria condizionata accesa al massimo, lungo le strade e nelle rotonde vedi  alberi e aiuole fiorite. Quel verde incredibile è il risultato del sogno (più o meno folle…) di uno Sceicco che ha voluto “far fiorire il deserto”.

Ma basta allontanarsi di poco per incontrare il deserto vero: quello delle dune morbide e delle carovane di cammelli, quello degli accampamenti dei beduini e delle piccole oasi.

Osservandolo da vicino ti accorgi che quel deserto che all’apparenza sembra stato domato dal potere dei dollari e del petrolio in verità è lì, in agguato, pronto a riguadagnare terreno e a riappropriarsi di quelle piste trasformate in strade perfettamente asfaltate. Un giorno quel deserto ci ha sorpresi e fatto capire il nostro errore nell’aver creduto che fosse davvero stato addomesticato.

Oasi nel deserto degli Emirati Arabi

Guidare nel deserto degli Emirati Arabi

Percorrevamo una strada assolata quando avevamo visto una piccola oasi e deciso di fermarci, accostando lungo la carreggiata in quello che ci pareva uno spiazzo perfetto. Una volta fatte le foto di rito, già boccheggiando per quel caldo implacabile delle prime ore del pomeriggio, eravamo subito risaliti velocemente in auto per ripartire, rendendoci subito conto che ci eravamo insabbiati.

Così, con una temperatura che sfiorava credo i cinquanta gradi, avevamo provato a spingere fuori l’auto dalla sabbia, mettendo le mani su un paraurti talmente caldo da scottarci ma riuscendo soltanto nell’impresa di intrappolare ancora di piu’ le ruote, rischiando al contempo di surriscaldare il motore …

Mentre cercavamo una soluzione dal nulla del deserto si era materializzato davanti a noi un uomo: lunghi abiti, carnagione scura, nessuna parola ma un sorriso. Lo sconosciuto aveva capito subito la situazione e ci aveva aiutati a spingere e grazie a lui eravamo infine riusciti a liberare la macchina dall’abbraccio del deserto e a rimetterla al sicuro sull’asfalto.

Senza sapere cosa dire e in che lingua farlo noi, turisti sprovveduti e ingenui, avevamo cosi’ ringraziato il nostro sconosciuto “salvatore” a suon di gran sorrisi. Fradici di sudore eravamo poi rimontati in auto, vedendolo scomparire nello specchietto retrovisore, inghiottito dal deserto.

Il deserto degli Emirati Arabi ci aveva messo alla prova e dimostrato la sua forza, mandando poi uno dei suoi figli a darci una mano!

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