Viaggiare alla ricerca della sabbia perduta

Diventare mamma è per me un’avventura e una scoperta continua. Perché secondo me non importa quanti libri hai letto prima del lieto evento, non conta neanche quanto l’hai desiderato o sognato. La maternità è fatta di scoperte inaspettate.
D’un tratto scopri un mondo anzi un universo nuovo – quello delle mamme – ma anche un piccolo individuo da scoprire e imparare a conoscere un passo alla volta.
Con il passare dei giorni scopri una nuova te stessa e forse ti conosci un po’ meglio e apprendi di amare cose che non avresti mai creduto.
Per me che da sempre amo viaggiare la scoperta ha riguardato anche i viaggi.

[cml_media_alt id='6676']Le spiagge della Martinica - Le Salines[/cml_media_alt]
Viaggiare alla ricerca delle spiaggie…la meravigliosa spiaggia di Le Salines in Martinica
Del mio cambiamento da viaggiatrice ho già ampiamente parlato, all’inizio ci sono state le paure, i consigli non richiesti e un po’ di paranoia, poi è subentrata una nuova consapevolezza, quella del cambiamento che aveva coinvolto anche il viaggiare. Tra le scoperte c’è stata anche quella di un certo modo di fare vacanza che io ho chiamato “la sabbia perduta“.
Sì perché nel  mio modo di viaggiare di prima la sabbia si vedeva molto raramente. Se mai era quella del deserto o di qualche destinazione lontana, sempre accompagnata da una guida di viaggio per sapere cosa vedere.
Anche quando siamo andati in Martinica, per una babymoon che doveva essere rilassante vista la mia condizione di gravida, non abbiamo comunque rinunciato a affittare una macchina per esplorare tutta l’isola, comprese le distillerie e i musei. Quindi sabbia sì, perché non si può fare a meno di godersi le meravigliose spiagge caraibiche di questa isola, ma non solo quello.

[cml_media_alt id='5828']Paddle Surf a Bellaria-Igea Marina[/cml_media_alt]
La spiaggia di Bellaria-Igea Marina
Il cambiamento è arrivato, senza che io l’avessi per nulla previsto, la prima estate insieme al Patato. In giugno con il nostro cucciolo quasi camminante ci siamo ritrovati con i piedi nella sabbia che più sabbia non si può, quella della Romagna, a passeggiare per un mese sul bagnasciuga di Bellaria Igea Marina. D’improvviso senza che ce ne fossimo resi conto la sabbia era diventata l’elemento centrale della nostra vacanza con i piedini insabbiati, i castelli di sabbia e i suoi primi passi, mossi proprio sui granelli romagnoli. Ancora non avevamo capito che quello sarebbe stato per noi un nuovo modo di viaggiare, saremmo diventati genitori viaggiatori e questo ci avrebbe portati a scelte diverse, anche in viaggio.

[cml_media_alt id='3208']La meravigliosa spiaggia di Cala Violina a Scarlino[/cml_media_alt]
La meravigliosa spiaggia di Cala Violina a Scarlino
Poi a farci capire che le cose erano davvero cambiate è arrivato agosto e insieme a lui una nuova partenza. Questa volta un viaggio itinerante come quelli che ci piacciono da sempre, un mese tra Croazia, Slovenia e Austria. E la sabbia, direte voi? Beh la sabbia è stata quella cercata – a volte trovandola poco – sulle coste istriane e dalmate, quella rimpianta ma alle volte anche quella inaspettata. La sabbia che non c’era ci ha portato le prime scarpette da scoglio del Patato – giallo canarino e lui era buffissimo mentre provava a camminare lungo la riva delle calette croate! – e i castelli di sassi costruiti per farlo sorridere. La sabbia perduta ci ha portato a scandagliare la mappa alla ricerca delle spiagge più adatte al nostro bimbo, in modo che anche lui potesse godere di quel mare trasparente senza il pericolo di ferirsi con gli scogli.

[cml_media_alt id='2959']Viaggiare con i bambini: Al mare in Croazia[/cml_media_alt]
Viaggiare con i bambini: Al mare in Croazia
Da quel momento se mi guardo indietro mi rendo conto che la sabbia perduta – ovvero le vacanze al mare, vicino o lontano – sono diventate una costante della nostra famiglia: le lunghe spiagge della Maremma Toscana, i weekend nel Veneto Orientale tra Bibione e Caorle, la Romagna, le coste laziali e quelle liguri, la spiaggia di Valencia e quelle dell’Aquitania e perfino un ritorno ai Caraibi, questa volta in Guadalupe, a stenderci sotto le palme. Il mare è diventato una elemento fisso del nostro viaggiare, proprio come la A1, tanto da percorrerla anche in inverno, alla ricerca dei borghi antichi della Riviera Adriatica ma senza farci mancare una puntata proprio in spiaggia, per qualche ora di giochi e relax sulla sabbia.

[cml_media_alt id='4330']Caorle[/cml_media_alt]
Caorle
Proprio noi che nei nostri viaggi di coppia prima di diventare genitori eravamo quelli che partivano per mete lontane senza badare al fatto che il mare non l’avremmo visto neanche quell’anno. Se ci penso adesso mi viene da sorridere: noi che da fidanzati prima e da sposati poi non abbiamo mai fatto una vacanza di mare ora cerchiamo di incastrare la spiaggia in ogni nostro viaggio o quasi, soprattutto in estate. Il motivo? Molto semplicemente lui, il nanetto alto poco più di un metro che adora il mare e non si stancherebbe mai di giocare in spiaggia, proprio lui, che dopo una  notte insonne a causa del fuso orario in Guadalupe si è lanciato verso l’acqua gridando felice “Maree!” e sempre lui, che ci chiede quando ci andiamo ancora nel momento stesso in cui torniamo a casa.

[cml_media_alt id='4055']La spiaggia di Le Caravelle in Guadalupa[/cml_media_alt]
La spiaggia di Le Caravelle in Guadalupa
E non è perché, come dicono in tanti, “il mare ai bambini fa bene” ma semplicemente perché vederlo felice fa bene a noi. E allora mare sia, con buona pace della sabbia perduta.

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