Viaggiare da mamma: tutta la verità (quasi) che una neomamma deve sapere

Qualche giorno fa ho scoperto che un’amica aspetta un bimbo. La nostra è una di quelle amicizie che ti prendi e ti lasci, ti perdi di vista e poi torni a raccontarti tutto. E così è arrivata la notizia, d’improvviso.
Si chiacchiera, si ride, tra congratulazioni di rito e ovvie banalità. Poi arrivano i dubbi, quelli veri ma che quasi ci si vergogna a condividere: “E dopo?“.
Che domanda complicata… Avrei voluto dirle che dopo non cambia nulla, che un bimbo è solo una cosa bella “in più” su tutto il resto.
Ma non sarebbe stato vero. O almeno secondo me non lo è. Dopo si cambia, un figlio ci cambia, in tutto e per tutto.
E dopo sei semplicemente diversa. A volte il meglio, a volte in peggio, chi lo sa.

Viaggiare in gravidanza sulla spiaggia della Martinica

Viaggiare in gravidanza sulla spiaggia della Martinica

Io personalmente se guardo le foto di tre anni fa non mi riconosco. La cosa bella – o brutta, dipende dai punti di vista – è che non mi riconosce nemmeno Roberto. Per dire qualche sera fa da un mobile sono saltate fuori le foto del rinnovo dell’ultimo passaporto e la frase “Come eri giovane!” aveva quel suono strano a metà tra la battuta e il vero.
Beh in effetti mi si sono invertiti i colori: prima il nero stava sui capelli, non sotto gli occhi. Ma al di là di quello che dice lo specchio anche io non mi sento più giovane, né dentro né fuori. Ma poi “giovane” cosa vuol dire poi? Per me vuol dire spensieratezza, quella possibilità di dimenticarsi di tutto se vuoi e di ribaltare tutto pensando che, in fondo, dipende solo da te.

Italo - La comodità dell'alta velocità a portata di bambino

viaggiare da mamma – in treno

In effetti da che un bimbo arriva a popolare la tua vita – e prima ancora la tua pancia – tu non sei più tua, sei sua. No, non è lui ad essere tuo, non lo sarà mai.
Ma tu sarai sua per sempre, da quando in gravidanza ti dici: “No, questo no perché potrebbe far male al bambino” a quando la notte ti schiacci in un angolo per far spazio al suo corpicino, che paiono tanto piccini ma nel letto occupano più spazio di un adulto. Sarai sua e il tuo cuore sarà per sempre sintonizzato su di lui, sui suoi pianti, sulla sua tosse, sui suoi sorrisi, pronto a cogliere ogni lieve cambiamento, attento a capire se c’è bisogno di te. Almeno per me è stato così. La mia vita è legata alla sua e lo sarà per sempre, più ancora che a quella dell’uomo a cui ho giurato “Finché morte non ci separi“. Forse è quella la fine della gioventù?

Viaggiare con i bambini: Bled - Slovenia

Viaggiare con i bambini: Bled – Slovenia

Poi lei ama viaggiare e il discorso è arrivato proprio lì, su quei viaggi che sogna e che si chiede se farà ancora.
Le ho confessato che i suoi dubbi erano anche i miei.
Che inevitabilmente le cose cambiano. Che un figlio comporta anche delle rinunce, come quando hai già le valige pronte e lui si ammala o quando decidi di inserire più tappe al mare nel tuo itinerario on the road non perché piaccia a te ma perché “fa bene al bimbo” (poi lui si ammala lo stesso appena tornati a casa, ma questo è un dettaglio…).

Che non è vero che quando diventi mamma non viaggi più ma che è vero che viaggi in modo diverso.
Diverso, non meglio e non peggio, ma diverso. Più lento e più veloce insieme, proprio come diventa la vita diventano anche i viaggi.
Viaggi in cui ci saranno lunghissimi capricci e altrettanto lunghe pause, rapidissime cene al ristorante “Perché il bimbo è stanco” e soste di ore ad un parchetto perché vuol giocare. Ci saranno viaggi in cui percorrere velocissimamente i corridoi di un museo e altri da cui da un museo non si uscirà più.
Ci saranno momenti in cui dire “Ma chi me l’ha fatto fare” e altri in cui sentirsi talmente orgogliosi di quel piccolo viaggiatore da sentire male al cuore.
Si viaggia, con lui e per lui, perché se ami viaggiare non smetti di farlo ma ogni tanto si rimpiangono i viaggi di prima, quella “gioventù che non c’è più“, salvo poi guardarlo e dimenticare (quasi) tutto.

Viaggiare con i bambini: La spiaggia di Monterosso

Viaggiare con i bambini: La spiaggia di Monterosso

Ecco, questo è quello che vorrei dire a lei e a tutte le mamme che amano viaggiare e sono in attesa di un bimbo, pronte per partire per quell’incredibile viaggio chiamato maternità… Perché viaggiare da mamma con un piccolo viaggiatore al seguito è una fantastica avventura, piena di alti e bassi, di risate e imprecazioni, di giornatacce e giorni memorabili e soprattutto di emozioni incredibili. Proprio come lo è tutta la maternità!

Francesca Taioli
Seguimi!

Francesca Taioli

Inseguo sogni, guardo le nuvole, divoro pizza e mi meraviglio del mondo. #traveller #mum #dreamer
Francesca Taioli
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  • Mamma Avvocato

    Perfettamente d’accordo!!!

  • Giorni Rubati

    Quant’è vero! Viaggiare coi bambini è bellissimo, ma quanto ci si stanca? Spero solo che un giorno lui mi ringrazierà!

    • Non lo so se ci ringrazierà! I miei mi portavano sempre in giro e io al tempo non capivo perché non tornassimo sempre nello stesso posto. Ho capito dopo (molto dopo!) 🙂