Viaggio in Ladakh, consigi per vedere l’India Buddista

Eccolo, ve lo presento: lui è il “bimbo viola” conosciuto, ma meglio dovrei dire sfiorato, in una strada durante il mio viaggio in Ladakh, remota regione dell’India a maggioranza buddista.

Ho deciso di partire da questa foto per raccontarvi la mia esperienza nella regione montuosa ai confini del Tibet, anche se, a essere onesti, non so niente di lui, nemmeno se fosse un maschio o una femmina. Il mio ricordo è tutto in questo scatto con quel faccino di cui mi sono innamorata a prima vista. Di solito non fotografo le persone in viaggio, soprattutto i bambini, ma in questa regione montuosa dell’India è diverso: le persone sono incredibili e la tentazione di portarsi a casa almeno uno scatto è davvero troppo forte.

Tornando a lui però, questo meraviglioso bimbo, vi dico anche che se ne stava in una cesta poggiato per terra non lontano da un rigagnolo d’acqua dove la madre – o forse una sorella – stava lavando delle stoviglie, mentre noi ci sgranchivamo le gambe prima di ritornare in macchina. Perché la prima cosa che dovete sapere se state organizzando un viaggio in Ladakh è che l’auto – e il suo driver – saranno i vostri compagni. Ovvio, a meno che non decidiate di andare a fare trekking in Ladakh, in quel caso è tutto diverso. Ma se non avete le gambe – e i polmoni! – per affrontare sentieri a oltre 3.500 metri di quota non vi resta che la macchina come mezzo di trasporto per scoprire questa zona incredibile dell’India.

lago salato Tso Moriri

Esperienza in Ladakh

Ma vi dicevo dei trasferimenti in auto. Preparatevi perché si va lenti sulle strade del Ladakh, visto che spesso si tratta di mulattiere con accanto un burrone  in cui giaggiono le carcasse dei camion, monito costante a chi ha l’ardire di voler pigiare sul pedale dell’acceleratore. Le tappe sono spesso scandite dalla stanchezza dell’autista, nel nostro caso una ragazzino che non parlava una parola di inglese e di notte dormiva sui sedili della sua jeep, e dal fiato che manca.

Si procede piano tra i sobbalzi, nell’aria rarefatta che c’è a quattromila metri di quota, tra il blu cobalto del cielo e il grigio della roccia.Per questo qualcuno, inevitabilmente, lamenta di essersi annoiato durante quei lunghi trasferimenti. Io posso dirvi la mia esperienza durante il mio viaggio in Ladakh: personalmente non mi sono mai annoiata. Pensavo.

Perché un viaggio in Ladakh è uno di quelli che ti porta a riflettere, anche se non hai fede, anche se la tua vita è impregnata di pragmatismo e di una materialità che sfida le alte vette delle montagne. Questo territorio è la regione che non ti aspetti durante un viaggio in India, un contrasto tra i contrasti, una botta sul cuore e una carezza all’anima.

A quelle altitudini c’è poco da fare se non dare libero sfogo al pensiero (e scattare fotografie ovviamente!). Niente campo per i cellulari, l’elettricità a singhiozzo e la notte illuminata dalle stelle. Con le strade che al calar della sera diventano un nastro nero intervallato dalle chiazze di luce regalata dai generatori, dove si cammina con le torce per evitare di inciampare in un sasso o in un cane randagio. Non è facile vivere da queste parti e per certi versi non è facile nemmeno essere semplicemente turisti.

Forse per questo quando è giorno osservi la gente.

paesaggi con yak

La gente del Ladakh, i buddisti indiani

La gente del Ladakh è diversa da quella di tutto il resto dell’India. Sono diversi esteticamente, certo, lo sono i loro lineamenti, con loro pelle bruciata dal sole e dal freddo, persone che paiono avere mille anni ma forse ne hanno solo qualcuno più di te. Ma non solo. Sono le loro tradizioni ad esserlo e il modo in cui vivono.

Durante un viaggio in Ladakh incontrerete i monaci buddisti, con le loro tuniche di colori sgargianti, ma anche le famiglie, i bimbi e gli anziani che si riuniscono per la puja – ovvero la preghiera – al tempio. Purtroppo è difficile riuscire a parlare con le persone, o almeno così è stato per me visto che pochissimi parlavano inglese e le interazioni si esaurivano quindi in reciproci sorrisi. Eppure alcuni di questi incontri, proprio come quello col bimbo viola, mi si sono incastonati nel cuore.

Come la proprietaria di un banchetto lungo la strada, che non avendo il resto che ci doveva insistette per darci al posto del denaro della verdura. La sua tenerezza nell’aggiungere ancora un paio di carote perché quelle che avevamo preso noi – ovviamente solo per pura cortesia visto che si trattava di pochi spiccioli – non bastavano a compensare le monete mancanti non posso dimenticarla. O anche come la commessa di una panetteria che si rifiutò di venderci ciò che le avevamo chiesto e di fronte alle nostre richieste di spiegazioni uscì dal negozio tornando poi con un’amica che, in un inglese stentato, ci spiegò che quei dolci erano del giorno prima e per questo motivo non voleva darceli.

Oppure come il monaco incontrato in un tempio, che all’improvviso e senza nemmeno una parola mi prese le mani, compiendo non so quale rituale con tanto di “soffio” finale e grande sorriso di accompagnamento. Mi lasciò lì, frastornata e incapace di chiedere spiegazioni, ma comunque felice perché mi hanno insegnato che una benedizione non si rifiuta mai e io sentivo di averne proprio bisogno.

A me la gente del Ladakh è rimasta nel cuore. Loro con quell’aria timida e quella richiesta di farsi fare una fotografia ma no, non per soldi, solo per il piacere di vederla, di vedersi. Loro e le loro montagne dove a volte per camminare pare sia necessaria una bombola d’ossigeno ma dove il cuore ti batte forte ad ogni incontro. Perché ve l’ho detto, un viaggio in Ladakh, sul tetto dell’India, è una carezza al cuore e un pugno in pancia e, forse proprio per questo, è uno dei viaggi da fare almeno una volta nella vita.

PRIMA DI PARTIRE: a mio parere un viaggio in Ladakh più di ogni altro richiede preparazione, per comprendere la storia della regione e le tradizioni buddiste, necessaria per vivere al meglio quella che è un’esperienza intensa, anche spiritualmente. Vi segnalo a questo proposito tre volumi da leggere prima di partire: il primo è “Ladakh tra cielo e gompas” una guida che racconta la regione anche con belle immagini e tanti approfondimenti utili, il secondo invece è “Gli yogin del Ladakh” che esplora invece il Buddismo e la vita degli eremiti mentre l’ultimo è “Ladakh e Tibet” dedicato alla storia della Casa del Tibet. Seguite i link per maggiori dettagli.

monasteri in Ladakh chiamati gompas

Consigli per un viaggio in Ladakh

Nello scrivere questo post inizialmente non avevo pensato di fare un elenco di consigli per un viaggio in Ladakh, se mai di raccogliere emozioni e sensazioni che questo paese mi ha regalato. Ma alla fine ho deciso di condividere comunque qualcosa sulla base della mia esperienza.

Informazioni sul Ladakh

ll Ladakh è a tutti gli effetti un angolo di Tibet rimasto per ragioni politiche in territorio indiano. L’altitudine è superiore ai 3.500 metri ed è difficile accedere alla valle via terra. Normalmente i turisti volano da Delhi a Leh, la capitale del Ladakh e poi da lì si spostano per visitare i meravigliosi villaggi con i monasteri.

Qui la popolazione è di religione buddista e le tradizioni sono molto diverse da quelle indiane, con feste che ogni estate richiamano ai monasteri tantissimi fedeli e anche molti turisti che però non tolgono nè bellezza nè verità ai festeggiamenti.

Assicurazione sanitaria e vaccinazioni per il Ladakh

Non partite senza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio. Questo vale per l‘India in generale ma soprattutto per il Ladakh. Ho personalmente assistito a un caso di un turista che, proprio a causa del repentino passaggio di altitudine fatto in modo non corretto (è infatti importante acclimatarsi arrivando a Leh e rimanendo lì il tempo necessario) ha avuto gravi problemi di salute. E in un luogo così estremo è importante, in caso di necessità, avere un supporto immediato, per essere trasferiti in clinica velocemente. Se non ne avete già una vi segnaliamo la nostra: è economica, affidabile e offre il 10% di sconto ai lettori del blog (seguite il link per fare il preventivo e per ottenere lo sconto). Maggiori informazioni le trovate sul sito ufficiale della Farnesina.

Per quanto riguarda le vaccinazioni necessarie per il Ladakh verificate con l’ASL. In genere sono consigliate le vaccinazioni contro difterite, l’epatite A e B, il tifo, la tubercolosi, la polio e il richiamo antitetanico ma è sempre bene consultare il proprio medico.

Abbigliamento per il Ladakh

Per un viaggio in Ladakh vi servità abbigliamento tecnico da montagna anche se il vostro viaggio non comprenderà passeggiate impegnative. Ricordatevi di portare scarpe comode, preferibilmente da trekking e impermeabili, giacca antivento e pile morbidi e caldi ma anche maglie a maniche corte. Privilegiate capi che si asciugano velocemente e vestitevi a strati.

Le temperature in Ladakh anche in estate si aggirano sui 10/15 gradi, con differenze legate alle altitudini (in inverno invece si arriva a -20/-25 gradi). Il meteo invece è prevalentemente soleggiato ma, proprio come ci si può aspettare in alta montagna, al calar del sole il freddo si sente e c’è parecchia escursione termica, che sentirete soprattutto se dormirete in un campo tendato.

Dove dormire in Ladakh

Durante la mia esperienza in Ladakh ho dormito in hotel (a Leh), guesthouse e campi tendati. L’esperienza del campo tendato è molto bella ma anche impegnativa per l’altitudine che, sommata alle temperature, diventa un po’ faticosa da gestire. In ogni modo, credetemi, questo paese è talmente bello che ne vale la pena.

Esperienza di viaggio in India Ladakh

Viaggio organizzato in Ladakh o viaggio indipendente?

Ho organizzato il mio viaggio in Ladakh con Avventure nel Mondo, un tour operator che organizza viaggi in gruppo molto spartani. La decisione l’ho presa perché, pur preferendo i viaggi indipendenti, non me la sentivo di affrontare quel paese, fatto di climi e altitudini estreme, fai da te e da sola.

Col senno di poi probabilmente sceglierei un altro tour operator ma questo è un altro discorso. Indipendentemente da questo però, comunque, sono convinta che organizzare un viaggio in Ladakh fai da te sia impegnativo, necessiti di preparazione e tempo da dedicare. Tenete presente infatti che l’altitudine a cui si trovano i villaggi è superiore ai 3.000 metri e, in alcuni casi, anche fare una “banale” passeggiata è difficile. Bisogna trovare i driver e le sistemazioni ed è davvero importante sapere come gestire gli spostamenti e soprattutto i passaggi di altitudine. Quindi se siete abituati a organizzare viaggi di questo genere si può fare (ovviamente con pazienza e muovendosi in anticipo) altrimenti mi sento di consigliare comunque un viaggio organizzato.

Trekking in Ladakh

Il mio viaggio non è stato un trekking. In ogni caso mi sento di dirvi che, per le condizioni del territorio e per l’altitudine a cui si cammina, è davvero importante essere allenati e preparati prima di affrontare una vacanza di questo genere tra queste montagne. Detto questo diversi tour operator organizzano viaggi a piedi in Ladakh quindi valutate i programmi in base alle vostre effettive capacità e resistenza.

deserto del Ladakh

Cosa vedere in Ladakh

Prima o poi farò un post dedicato alle cose da vedere in Ladakh. Per ora mi limito a dirvi di dedicare almeno tre giorni a Leh, la capitale, così da acclimatarvi e visitarla. Fate attenzione perché, ve lo ripeto, l’acclimatamento è davvero importante soprattutto se, come succede nella maggior parte dei casi avviene, arriverete in aereo. Una volta in città andate a vedere lo Tsemo Fort nonchè il Palazzo di Leh. Da vedere sono anche i monasteri Soma Gompa e Sankar Gompa (Gompa o Gompas sono i monasteri del Ladakh).

Normalmente i tour operator organizzano itinerari in Ladakh che toccano zone diverse a seconda anche del periodo a disposizione. Secondo me il minimo per un viaggio in questa regione sono 10 giorni (meglio se 2 settimane), tenendo conto anche dell’acclimatamento. Molto popolari sono i Gompa di Stok, Matho ed Hemis. Incredibile è la Valle di Nubra, con il suo deserto a cui si affiancano fertili coltivazioni di albicocche e a cui si accede dopo aver attraversato il passo Khardung La a 5359 metri.  Altri Gompa da vedere in Ladakh sono a Diskit e a Sumur mentre un’altra meta imperdibile è il lago salato Tso Moriri a 4595 metri.

passo Khardung La tra le montagne del Ladakh

Questo racconto di viaggio sul ladakh termina qui. Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo perché… sharing is caring! 😉 Se avete dubbi o domande contattateci su Facebook, Instagram o YouTube saremo felici di rispondervi.